seia:
Io l’ho sempre detto che gli scrittori non dovrebbero scrivere recensioni di libri. A parte rarissime eccezioni (quasi tutte morte da tempo), sarebbe meglio che gli scrittori si limitassero a scriverli i libri (sermpre che siano bei libri eh, perchè quando sono brutti dovrebbero limitarsi a pensarli e poi dimenticarseli e smettere di farsi chiamare scrittori a quel punto). Poi sicuramente, questi scrittori che non sono nemmeno dei cattivi scrittori, anche se a volte toppano alla grande, non dovrebbero scrivere di libri su fogliacci quotidiani, buoni nemmeno per pulirci i vetri (perchè anche la carta su cui sono stampati è così scadente che sicuramente li graffierebbe). Ma in realtà quello che ho sempre pensato è che su certi fogliacci non dovrebbe scriverci nessuno, anzi nemmeno dovrebbero arrivare in edicola. Ma se tu scrittore, vuoi comunque scrivere di libri e per di più, pensando di essere molto libero dentro, vuoi scrivere di libri persino su uno di questi fogliacci, almeno parla del libro che vuoi recensire, non di altri che ti vengono in mente, ché poi magari uno pensa che fai solo sfoggio di cultura o che in realtà hai poco da dire su quel libro che pur hai scelto(?) di recensire; ma soprattutto: cazzo, scrivi almeno recensioni che si capiscano!
Mi sa che parla di Paolo Nori che scrive su Libero.
Avevo anche io remore. Non per le recensioni di scrittori (ad avercene di gente che scrive bene che fa la recensioni), ma per Libero, evidentemente. Solo che poi ho letto questo. Ho letto la recensione di Nori su Ammaniti e per un po’ ho pensato di inziare Che la festa cominci.
Se uno ti fa venire voglia di leggere, anche solo per curiosità, anche solo per sapere se è vero, anche solo per dire no, dovrebbe scrivere sui muri, nelle nuvole, sui cassonetti e ovviamente sui giornali. Tutti.
Meglio Paolo Nori su Libero a scriver quel che vuole e invitarti alla lettura senza dirtelo che Gabriele Romagnoli su Repubblica, ogni tanto.
Sarò civilmente romantica, ma a me una cosa del genere mi rende speranzosa.
Tra l’altro Borgonovo, il responsabile delle pagine culturali di Libero, se vuole dire che un libro è brutto, lo dice. E io l’apprezzo.